| Acidità
Proprietà chimica del latte dovuta alla presenza
di acidi e gruppi acidi nel latte. L'acidità tende ad aumentare naturalmente a seguito
della fermentazione lattica (formazione di acido lattico dal lattosio) e a fenomeni di
lipolisi (liberazione di acidi grassi). Essa gioca un ruolo fondamentale nei processi di
coagulazione del latte.
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Affioramento
Processo fisiologico che avviene nel latte tenuto
a riposo, dove l'emulsione di grasso affiora in superficie spontaneamente per differenza
di peso specifico. E' la tecnica utilizzata per la preparazione del latte parzialmente
scremato da impiegarsi nella lavorazione dei principali formaggi semigrassi tra i quali
Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
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Affumicamento
Azione che consiste nel sottoporre un determinato
prodotto alimentare all'azione di certi componenti del fumo sprigionato dalla combustione
di vari vegetali. Il fumo si deposita sugli alimenti tramite un processo di assorbimento
dei vapori in cui l'acqua superficiale e interstiziale agisce come fattore assorbente.
Molti formaggi sono conservati con questa tecnica.
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Alpeggio
Territorio montano utilizzato nei
mesi estivi per il pascolo degli animali da latte, particolarmente ricco in essenze
foraggere che conferiscono determinate peculiarità qualitative al latte. Di norma
nell'alpeggio è presente anche un locale per la lavorazione del latte. Molti sono
i termini utilizzati nelle varie regioni per indicare un alpeggio: tra gli altri
ricordiamo Malga e Alpe.
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Analisi Sensoriale
Indagine cognoscitiva di un prodotto
alimentare condotta attraverso i cinque sensi o organi del corpo umano (vista, olfatto,
gusto, udito e tatto).
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Aroma
Insieme dei princìpi odorosi e dei profumi di
una sostanza, percepibili attraverso la retrolfazione: le molecole odorose invece che la
via nasale seguono la via retronasale.
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Burro
Con il termine burro la legislazione in vigore in
Italia indica «il prodotto ottenuto con operazioni meccaniche dalla crema ricavata dal
latte di vacca, dal siero di latte di vacca o dalla miscela di tali prodotti.» L'operazione
meccanica tradizionale con la quale si ottiene il burro è la zangolatura: lo sbattimento
della crema di latte per favorire la rottura della membrana esterna dei globuli di grasso
e separare la fase acquosa (latticello). La fuoriuscita della materia grassa in fase
fluida ingloba tutte le componenti della crema e crea la particolare struttura del burro.
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Bleu vedi Erborinatura
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Cagliata
Primo prodotto della coagulazione del latte in
cui è avvenuto il passaggio dallo stato di soluzione colloidale delle caseine in fase di
sol allo stato di gel, in seguito all'aggiunta di caglio o alla coagulazione lattica. In
pratica la cagliata è la caseina in fase gelatinosa separata del siero, prima tappa nel
processo di produzione del formaggio.
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Caglio
Estratto di origine animale contenente gli enzimi
proteolitici (chimasi e pepsina) coagulanti la caseina. Si ricava generalmente
dall'abomaso o vero stomaco dei ruminanti lattanti (vitelli, capretti, agnelli). Certi
cagli contengono anche le lipasi, enzimi in grado di idrolizzare il grasso e contribuire a
definire le caratteristiche organolettiche dei formaggi. In commercio il caglio si può
trovare in forme differenti: liquido, in polvere, in pellette o in pasta. Altre sostanze
coagulanti possono essere di origine vegetale (Cardo) o di origine fungina.
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Cantina
Luogo adatto alla stagionatura dei formaggi,
caratterizzato da condizioni di luce, umidità e temperatura ottimali per lo svolgimento
dei processi fisiologici di maturazione.
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Caseina
La
proteina più abbondante nel latte (circa l'80 per cento
delle proteine totali); è costituita da varie frazioni (alfa, beta e kappa), le quali,
sotto l'azione degli enzimi o dell'acidità, coagulano formando la cagliata (vedi Cagliata).
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Coagulazione
Passaggio fondamentale nella trasformazione
casearia; è la fase in cui, grazie all'azione di numerosi fattori (acidità, temperatura,
sali minerali presenti nel latte e aggiunta di caglio) si ha la precipitazione delle
caseine, la formazione della cagliata e la separazione del siero. Si parla di coagulazione
acida quando la precipitazione delle caseine è dovuta all'azione dell'acidità (formaggi
tipo Robiola di Roccaverano, Quark, Mascarpone ecc.); la coagulazione presamica avviene
invece con l'aggiunta di caglio ed è caratteristica nella produzione della maggior parte
dei formaggi.
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Colore
Della pasta di una formaggio e,
se specificato, della crosta. Dipende dal latte (pecora e bufala non hanno il pigmento
giallo beta carotene) e dalla stagionatura. Dal bianco latte al bruno per la pasta. Per
la crosta, il colore è variabile anche a causa dei vari trattamenti subiti.
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Colostro
Latte secreto dalla madre nel primi giorni dopo
il parto, che presenta una composizione chimica diversa rispetto al latte standard.
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Consistenza
Insieme
delle sensazioni che emergono dalla masticazione del formaggio, dalla sua aderenza al
palato ed alla lingua. Si determina in tal modo la struttura della pasta: friabile,
elastica, consistente, fondente, asciutta,gommosa, slegata ecc.
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Crema
Importante derivato del latte che si separa nella
fase di affioramento o di scrematura centrifuga che serve principalmente per la
preparazione del burro, ma trova anche altri impieghi nell'industria dolciaria (panna). E'
costituita per il 25-40 per cento da grassi, ma la proporzione degli altri costituenti è
praticamente la stessa del latte di partenza.
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Crosta
Strato superficiale formatosi a seguito della
salatura, della stufatura e della maturazione dei formaggi. Nel tipo a pasta molle la
microflora superficiale contribuisce in modo fondamentale alla formazione della tessitura
e delle qualità organolettiche. Negli altri tipi per lo più svolge una funzione
protettiva e di scambio di gas e vapore acqueo con l'ambiente. La crosta può essere
lavata, oliata oppure paraffinata per evitare lo sviluppo di muffe e la colorazione rossa
dovuta alla presenza di oospore. In alcuni casi, ad esempio nel tipo a pasta pressata, la
crosta è sostituita con un involucro protettivo di acetato di polivinile. Crosta liscia,
rugosa, canestrata, lucida, sottile, giallo-avorio, bruna, vacuolata, screpolata ecc.
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Crosta lavata
Vedi Crosta
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Crosta fiorita
Ovvero
ammuffita, determinata dalla microflora superficiale (Mucor e Penicillium) che
origina appunto una muffa bianco-grigiastra sulla crosta tipica dei formaggi a pasta molle
(Taleggio, Camembert ecc.).
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Distacco della pasta
Alterazione
fisica della struttura interna della pasta del formaggio, che
tende a distaccarsi prevalentemente in senso longitudinale formando cavità irregolari. E'
un difetto ascrivibile a una non perfetta lavorazione della cagliata.
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Durezza
Resistenza che presenta un formaggio a un
piccolo movimento delle mascelle.
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D.O. Denominazione di Origine
Riconoscimento
di un formaggio, al sensi della legge italiana 125/54, che all'articolo 2 recita: "Sono
riconosciute come Denominazioni di Origine le denominazioni relative ai formaggi prodotte
in zone geograficamente delimitate osservando usi locali e costanti e le cui
caratteristiche merceologiche derivano principalmente dalle condizioni proprie
dell'ambiente di produzione."
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D.O.P. Denominazione di
Origine Protetta
Riconoscimento
di un formaggio o di qualsiasi altro prodotto alimentare ai sensi dei Regolamento CEE
2081/92, che all'articolo 2 recita: "Denominazione d'Origine: il nome di una
regione, di un luogo determinato, o in casi eccezionali di
un paese, che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario di tale
regione, di tale luogo determinato o di tale paese e la cui qualità o le cui
caratteristiche siano dovute essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico
comprensivo dei fattori naturali e umani e la cui produzione, trasformazione ed
elaborazione avvengano nell'area geografica delimitata."
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Denominazione Tipica
Riconoscimento
di un formaggio ai sensi della legge italiana 125/54, che
all'articolo 2 recita: "Sono riconosciute Denominazioni Tipiche quelle relative a
formaggi prodotti nel territorio nazionale osservando usi leali e costanti, le cui
caratteristiche merceologiche derivano da particolari metodi della tecnica di
riproduzione." La Denominazione di Origine, rispetto alla Denominazione Tipica,
è legata all'influenza delle caratteristiche ambientali della zona di origine sul
prodotto finito.
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Enzima
Sostanza organica complessa che favorisce
determinate reazioni chimiche; il latte contiene circa 60 enzimi diversi ed alcuni hanno
notevole importanza tecnologica. Anche la chimasi, la pepsina e le lipasi contenute nel
caglio (vedi Caglio) appartengono alla categoria degli enzimi.
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Equilibrio
L'equilibrio
di un formaggio esprime il rapporto più o meno bilanciato tra le varie sensazioni
organolettiche percepite nell'assaggio: più questo rapporto sarà armonico, più il
formaggio sarà organicamente equilibrato.
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Erborinatura
Caratteristica
propria dei formaggi in cui la pasta presenta screziature di colorazione verde o blu per
la presenza di muffe. E' peculiare di alcuni grandi formaggi europei come il Gorgonzola,
lo Stilton, il Roquefort ed altri Bleu francesi. Il termine prende origine dal lombardo Erborin
(prezzemolo), riferito al particolare colore ed alla struttura della pasta. In francese il termine è Persillé.
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Facce
I due
piani che costituiscono la superficie di appoggio nelle forme cilindriche dei formaggi. Si distinguono una faccia superiore ed una
faccia inferiore; a seconda dell'andamento della superficie avremo facce piane (Grana,
Parmigiano), convesse (Asiago pressato) o concave (taluni canestrati). Sulle facce è
talvolta riportato il marchio di origine.
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Fascere
Appositi stampi in cui si raccoglie la cagliata
estratta dalla caldaia e la si pone a sgocciolare (formaggi molli) o la si mette in
pressatura (formaggi duri). Possono essere in legno di faggio, metalliche o in resina
sintetica. Le fascere conferiscono la forma allo scalzo; su di esse si possono applicare i
marchi di origine al fine di stampigliarli sulla forma.
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Fermento
vedi Innesto
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Fermenti lattici
Microrganismi (batteri) di enorme interesse
caseario in quanto favoriscono la acidificazione e la maturazione del latte e della
cagliata. Sono i principali responsabili delle caratteristiche organolettiche dei formaggi
in quanto intervengono nelle fermentazioni a carico del lattosio e di altri componenti
fondamentali del latte. Una selezione dei batteri (compresi quelli lattici) viene fatta
con la termizzazione, mentre con la pastorizzazione vengono in gran parte eliminati. Nella
trasformazione casearia del latte pastorizzato è necessario l'innesto con altri fermenti
selezionati (vedi Innesto).
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Forma
Aspetto
esteriore di un formaggio riconducibile ad una figura geometrica solida dalla dimensione
variabile: forma circolare, quadrata, a tronco di cono, parallelepipeda, a mandarino, a
salame, a pera ecc.
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Formaggi fusi
Prodotti ottenuti dalla fusione di formaggi (con somministrazione di calore), eventualmente
addizionati di latte, di crema, di acqua, di sali specifici, pastorizzati e caratterizzati
da una pasta compatta, omogenea e molto plastica.
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Fossa
Particolare
pozzo a forma di fiasco alto tre metri, con base di circa 2 metri ed imboccatura di uno,
scavato nel tufo di Sogliano al Rubicone (FO) e Talamello (PS). Nella produzione dei "formaggi di fossa" le forme vi sono
deposte a meta agosto; quindi la fossa viene ermeticamente chiusa e riaperta il 25
novembre, giorno di Santa Caterina, quando i formaggi sono estratti e messi in commercio.
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Gonfiore
Alterazione
frequente nei formaggi corti, provocata dallo sviluppo di microrganismi gasogeni. Il
gonfiore è "precoce" quando provocato dalla fermentazione del lattosio a opera di batteri non lattici (Coli ecc.) e
"tardivo" quando si manifesta a stagionatura avanzata ad opera dei
fermenti butirrici o propionici.
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Granulosità
Percezione
delle particelle di tipo granulare durante la masticazione di un campione di formaggio.
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Grasso
Costituente
fondamentale del latte, nel quale si trova sotto forma di globuli sospesi ed avvolti da
una membrana molto ricca in fosfolipidi e vitamine. Il tenore in grasso nel latte varia da
specie a specie e la sua importanza nutrizionale è legata al valore energetico ed alla ricchezza in vitamine. E', di conseguenza, costituente fondamentale
del formaggio e contribuisce al suo aroma e al suo sapore. Una classificazione dei formaggi è basata sui
contenuto in grasso espresso in percentuale sul secco: magri (< al 20 per cento),
semigrassi (tra il 20 ed il 42 per cento), grassi (> del 42 per cento).
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Grotte
Ambienti naturali e protetti dove avviene la
maturazione di alcuni formaggi, in particolare a pasta molle o erborinati. Sono
caratterizzati da basse temperature ed alto grado di umidità, regolati da correnti d'aria
fredda e umida proveniente dalle fenditure rocciose. Ad esempio le grotte della Valsassina
per il Taleggio, le cosiddette fleurines per il Roquefort.
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I.C.P.
Indicazione Geografica Protetta
Riconoscimento
di un formaggio o qualsiasi altro prodotto alimentare ai sensi dei Regolamento CEE 2081/92
che si differenzia dalla D.O.P. in quanto per il suo riconoscimento è sufficiente una
determinata qualità, la reputazione od un'altra caratteristica attribuibile all'area
geografica in cui deve avvenire almeno una fase dell'ottenimento del prodotto (produzione e/o trasformazione e/o lavorazione).
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Innesto
Aggiunta al latte destinato alla trasformazione
casearia di colture attive e selezionate di determinati gruppi microbici al fine di
indirizzare le fermentazioni a carico del lattosio e degli altri componenti del latte. I
principali substrati su cui far crescere o inoculate le colture batteriche sono il latte
ed il siero, per cui le aggiunte al latte saranno di lattoinnesto o sieroinnesto (crescita
batterica naturale), di lattofermento o di sierofermento (crescita batterica selezionata).
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Latte
Per Convenzione internazionale il latte è: "Il
prodotto integrale ottenuto dalla mungitura totale e ininterrotta di una femmina lattiera
sana, ben nutrita e non affaticata. Esso deve essere raccolto con accuratezza e pulizia e
non deve contenere colostro. La semplice indicazione "latte" indica soltanto il
latte di vacca. La pulizia del materiale e degli utensili deve essere fatta in modo che la
composizione del latte non possa per nulla essere modificata." La composizione
media del latte di vacca è la seguente: Acqua 87-88 per cento, Grasso 3,4-4,4 per cento
Proteine 3,0-3,5 per cento, Lattosio 4,7-5,2 per cento, Sali Minerali 0,8-1 per cento.
Anche il latte di altre specie ruminanti è idoneo alla trasformazione casearia,
ricordiamo il latte di pecora e di capra (particolarmente pregiati), di bufala e i
formaggi a latte misto.
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Latte crudo
Latte non sottoposto ad alcun trattamento
terirrico ed impiegato per la trasformazione casearia. E' caratterizzato dal mantenimento
della flora microbica nativa acquisita nell'ambiente, che contribuisce alla
caratterizzazione organolettica dei formaggi.
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Lattosio
Lo
zucchero caratteristico del latte, dove rappresenta l'elemento energetico di pronta
assuefazione; chimicamente è l'unione di una molecola di glucosio con una di galattosio
ed è poco diffuso in natura. Importante è la sua presenza in alcuni tessuti nervosi. Il
latrosio non ha rilevanza quantitativa nella lavorazione casearia in quanto rimane
disciolto nel siero di latte; la sua fermentazione in acido lattico da parte della flora
lattica è il fenomeno più importante poiché
influenza le caratteristiche organolettiche del formaggi.
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Latticello
vedi Burro
Indice
Lipolisi
Processo
di scissione dei grassi favorito dalla presenza di enzimi specifici (lipasi). La lipolisi
assume importanza nel processo di maturazione di
alcuni formaggi caratterizzati da forte idrolisi del grasso (nei pecorini e nei provoloni
per apporto di lipasi con caglio in pasta, nel gorgonzola per apporti di lipasi dalle
muffe).
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Lunghezza
Definisce la durata della sensazione
retrolfattiva. Nel valutarla occorre saper prescindere dalle sensazioni di salato e
piccante, in quanto salato e piccante sono caratteristiche modificabili all'atto della
caseificazione e non esprimono la complessità intrinseca del formaggio.
Indice
Indice
Maturazione
Risultato
globale dei vari fenomeni chimici e fisici che avvengono a carico della cagliata e che determinano, oltre alla tessitura della pasta ed all'aspetto
esteriore della forma, anche e soprattutto l'aroma ed il gusto del formaggio. La
temperatura e l'umidità
dei locali di maturazione devono essere regolati con estrema precisione.
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Muffe
Microrganismi
del regno dei Prostiti Superiori (Eumiceti) del genere Aspergillus, Mucor, Penicillum, che
vivono come saprofiti su sostanze organiche, formandovi coi loro corpi fruttiferi
un'efflorescenza, talvolta polverosa, bianca, grigia, verdastra ed anche nera (vedi Crosta
florida ed Erborinatura).
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Mungitura
Operazione
con la quale si trae il latte dagli animali di specie lattifere; può essere
manuale o meccanica, e deve rispondere ai seguenti scopi: produzione di latte pulito,
favorire l'ejezione completa del latte, non causare danni alla mammella. La secrezione
lattea dell'animale è frutto di un complesso meccanismo ormonale
di regolazione della ghiandola mammaria.
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Occhiatura
Insieme di
occhi che si manifestano nella pasta a seguito delle fermentazioni acide con produzione di
gas, in particolare l'anidride carbonica. L'occhiatura è di solito piccola, uniforme, con
qualche eccezione, come nel caso dell'Emmenthal, dove si presenta piuttosto grande,
estesa, ad opera dei propionibatteri che trasformano l'acido lattico in acido lattico ed
anidride carbonica.
Indice
Odore
Carattere
sensoriale legato all'odorato, ricavato mediante annusamento. L'odorato definisce le
sensazioni percepite dall'epitelio olfattivo stimolato dalle molecole che seguono la via
nasale diretta.
Indice
Ossidazione
Processo chimico che avviene a carico del
formaggio in caso di esposizione prolungata all'aria. L'ossidazione produce sia
alterazioni visive (a carico del colore della pasta) sia olfattive e gustative
(irrancidimento della materia grassa).
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Palatabilità
L'insieme delle sensazioni tattili percepite all'interno della cavità
orale che definiscono la quantità di cellule sensoriali impegnate dal campione degustato
e la qualità della sensazione stessa. In genere la palatabilità è determinata
quantitativamente dalle sensazioni grasse, ma la qualità della sensazione dipende anche
dall'equilibrio complessivo che il formaggio esprime.
Indice
Panna
vedi Crema
Indice
Pasta Cruda
Categoria di formaggi in cui la tecnologia
produttiva non prevede la cottura della cagliata dopo la sua rottura. I formaggi freschi
ed a pasta molle sono tutti a pasta cruda. Tra i formaggi a pasta dura e semidura
ricordiamo che il Bra, la Raschera ed il Castelmagno italiani, il Cheddar inglese e l'Edam
olandese sono a pasta cruda e pressata.
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Pasta Cotta e semicotta
Categoria
di formaggi categorizzata da una pratica tecnologica che consiste nella cottura della
cagliata appena cotta, al fine di migliorare la sineresi, renderla molto elastica e
facilitare l'aggregazione dei grumi. La temperatura di cottura varia dai 44-45 °C
(semicottura, nel caso di Fontina, Asiago, Bitto ecc.) ai 54-55 °C (cottura, nel caso di
Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Emmenthal ecc.).
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Pasta Dura
Categoria di formaggi il cui contenuto di acqua
è inferiore al 40%. Ne danno parte i formaggi a pasta cruda e pressata , i formaggi a
pasta filata ed i formaggi a pasta cotta e semicotta.
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Pasta Molle
Categoria di formaggi il cui contenuto di acqua
è superiore al 40%. Ne fanno parte i formaggi freschi di pronto consumo (Mozzarelle,
Robiole, Quartirolo ecc.) e quelli a maturazione media (gorgonzola, Taleggio ecc.).
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Pasta filata
Categoria di formaggi in cui la tecnica
produttiva prevede la maturazione della cagliata nel siero caldo e acido per alcune ore al
fine di demineralizzare la pasta e farle acquisire plasticità. La pasta viene poi filata
in acqua calda a 70-90 °C per ottenere le forme desiderate (formaggi di questo tipo sono
per esempio la Mozzarella, il Provolone, il Caciocavallo, il Ragusano ecc.)
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Pastorizzazione
Trattamento
termico sul latte crudo della durata di almeno 15 secondi a una temperatura non inferiore ai 71,7 °C; dopo tale trattamento il latte
deve presentare reazione negativa alla prova della fosfatasi (enzima). Scopo della
pastorizzazione è abbattere tutti i germi patogeni assicurando la salubrità del latte,
migliorandone la conservabilità a bassa temperatura.
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Penicillum
Genere di muffe che si sviluppano in superficie o
all'interno dei formaggi: Penicillum Roqueforti è il principale responsabile
dell'erborinatura interna della pasta (Roquefort, Gorgonzola); Penicillum Camamberti interviene
sui formaggi a crosta bianca fiorita (Camembert, Brie ecc.).
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Pressatura
Fase della lavorazione caratteristica soprattutto
dei formaggi a pasta dura non cotti, sui quali si esercitano pressioni per una durata
variabile da una a 24 ore con lo scopo di consentire la fuoriuscita del siero prima che si
formi uno strato consistente di crosta.
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Proteine
Costituenti fondamentali del latte, con le loro
proprietà funzionali ne determinano le principali caratteristiche tecnologiche. Sono
composti azotati di natura eterogenea e si possono raggruppare in due grandi gruppi. Le
caseine e le sieroproteine. In particolare le caseine si trovano sospese nel latte sotto
forma di micelle e precipitano sotto l'effetto del caglio e dell'acidità.
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Proteolisi
Processo fondamentale della maturazione dei
formaggi che si basa sulla scissione delle molecole complesse delle caseine in sostanze
azotate più semplici (aminoacidi): la proteolisi è favorita da enzimi proteolitici
specifici.
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Quark
Formaggio fresco, prodotto industrialmente con
latte pastorizzato, coagulato per acidificazione, aggiunto di un pizzico di caglio e
conservato con la catena del freddo. Da consumarsi in una o due settimane.
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Resa
Rendimento del latte in formaggio durante la
trasformazione casearia. Si esprime in percentuale (chilogrammi di formaggio ottenuto su
100 chilogrammi di latte impiegato). Mediamente si stima una resa del 10 per cento, ma
questa può variare dal 15.20 per cento dei prodotti molto freschi al 7-8 per cento dei
formaggi a pasta dura.
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Retrogusto
Insieme delle impressioni gustative che si
registrano in bocca dopo aver inghiottito il formaggio. Si valuta in funzione della
qualità e della durata della percezione.
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Rottura della cagliata
Operazione meccanica di rottura del coagulo al
fine di favorire la separazione e lo spurgo del siero. Si effettua con particolari
strumenti detti spini o lire. La rottura della cagliata deve inizialmente essere
grossolana, in seguito, con il ripetersi dell'operazione, si ottengono le dimensioni dei
granuli volute: di una noce o di una nocciola per i formaggi freschi e molli, di un chicco
di mais per i formaggi a pasta cruda e pressata, di un chicco di riso per i formaggi a
pasta dura.
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Ricotta
Per la legislazione italiana la Ricotta non è un
formaggio, in quanto non si ottiene per la coagulazione della caseina del latte, bensì è
il frutto della coagulazione delle proteine del siero (sottoprodotto della lavorazione del
latte vaccino, ovino o caprino) ad alta temperatura (80-90 °C). Dal punto di vista
nutrizionale la ricotta è un prodotto magro, ricco di proteine nobili.
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Salatura
L'ultimo dei trattamenti del formaggio prima
della stagionatura: l'azione del sale è conservante, antisettica (controlla lo sviluppo
microbico) e osmotica (il formaggio cede siero e si arricchisce di sale). La salatura può
essere fatta a secco mediante aspersione o soffregamento del sale sulla superficie delle
forme, per immersione in salamoia (vasche che contengono soluzioni saline in cui si
immergono le forme per un tempo variabile a seconda del peso) o per aggiunta diretta del
sale al latte od alla cagliata.
Indice
Salamoia
vedi Salatura
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Sali minerali
Il latte contiene numerose sostanze minerali che
assumono notevole importanza nella fisiologia dell'alimentazione: in particolare il latte
risulta ricco di Calcio e di Fosforo, presenti nel rapporto più idoneo per una buona
assimilazione da parte dello scheletro del lattante, ma è povero di Ferro. Calcio e
Fosforo contribuiscono inoltre a mantenere gli equilibri delle caseine e sono importanti
nel processo di coagulazione.
Indice
Sapore
Sensazione offerta dall'apparato gustativo ,
prodotta in seguito all'immissione in bocca di una sostanza alimentare. Sapore dolce,
amaro, acido, gradevole ecc.
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Scalzo
Parte laterale, dritta, leggermente convessa o
concava delle forme di formaggio cilindriche. La forma dello scalzo è data dalle fascere
utilizzate nella formatura. Sullo scalzo di quasi tutti i formaggi a pasta dura è
stampigliato il nome e/o il marchio di origine.
Indice
Scrematura
Operazione mediante la quale si separa una parte
del grasso dal latte. Nel caso di scrematura naturale si parla di affioramento (vedi Affioramento); è possibile meccanizzare e velocizzare
l'operazione con l'ausilio di scrematrici centrifughe.
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Sfoglia
Difetto che si osserva principalmente nei
formaggi cotti a pasta dura e nelle paste filate, in cui la pasta si distacca in strati
all'interno della forma. Può essere causata da una coagulazione troppo serrata,
dall'impiego d i latte troppo acido, da salatura o pressatura esagerate o ancora da sbalzi
termici durante la maturazione.
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Sgrondo
vedi Sineresi
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Siero
Sottoprodotto liquido dell'industria casearia,
contenente lattosio, sieroproteine e sali minerali (rappresenta in volume circa il 90% del
latte lavorato inizialmente). Riutilizzato in parte in caseificio per la preparazione dei
sierofermenti o sieroinnesti (vedi Innesto) e della ricotta
(vedi Ricotta), trova applicazione nell'industria dolciaria
(in polvere o concentrato) e in zootecnica nell'alimentazione dei suini.
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Sieroproteine
Proteine che non si precipitano sotto l'azione
del caglio o dell'acidità e che rimangono disciolte nel siero del latte. Sono
principalmente le lattoalbumine e le lattoglobuline, costituenti molto nobili che è
possibile recuperare con la Ricotta. Il colostro è estremamente ricco in lattoalbumine e
in lattoglobuline, i primi anticorpi assunti dal neonato.
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Sineresi
Insieme dei fenomeni che provocano l'espulsione
del siero dalla cagliata. La sineresi è più facile nel coagulo presamico (con caglio)
più limitata nei coaguli acidi in quanto la cagliata è meno contrattile.
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Sotto-crosta
Strato superficiale della pasta, subito dopo la
crosta, di colore più intenso e di gusto più pronunciato di quanto interessato da
processi chimici di ossidazione a maggiore evidenza. Nei formaggi a pasta molle nel
sotto-crosta si manifestano processi di proteolisi a opera della microflora superficiale.
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Spino
vedi Rottura della Cagliata
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Spurgo
vedi Sineresi
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Stagionatura
fase finale della fabbricazione che determina le
condizioni di consumo del formaggio (vedi Maturazione); avviene in locali appositi
(Cantine, Grotte, ecc.) o in celle termoregolate e può essere in pochi giorni per i
formaggi freschi o prolungarsi per alcuni anni nei formaggi a pasta dura. Durante questa
fase le forme necessitano di continui rivoltamenti e cure.
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Stampi
vedi Fascere
Indice
Sterilizzazione (UHT)
Trattamento termico del latte crudo della durata
minima di 1 secondo ad una temperatura non inferiore ai 135 °C; dopo tale trattamento il
latte non deve presentare alcuna alterazione dopo 15 giorni a 30°C. La sterilizzazione
UHT si applica sul latte alimentare al fine di aumentare la conservabilità anche a
temperatura ambiente.
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Stufatura
Fase della lavorazione che consiste nel porre le
forme in un locale caldo (24-28 °C) e umido per un tempo variabile tra qualche ora e 24
le ore, a completare il processo fermentativo e la sineresi (Gorgonzola, Taleggio ecc.).
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Termizzazione
Trattamento termico sul latte crudo della durata
di almeno 15 secondi ad una temperatura compresa tra i 57-68 °C; dopo tale trattamento il
latte deve presentare reazione positiva alla prova della fosfatasi (enzima). Lo scopo è
di ridurre la flora nativa del latte senza alterare eccessivamente le proprietà casearie
del latte.
Indice
Unghiatura
Quando il sottocrosta è scuro, il colore nero.
Il difetto si presenta quando la percentuale di grassi è molto elevata e quando le forme
sono conservate in locali poco areati e su vecchie scaffalature.
Indice
Yogurt
Latter fermentato ottenuto da colture di Lactobacillus
bulgaricus e Steptococco termophilus. Latte intero, parzialmente o totalmente
scremato, sottoposto a sterilizzazione o pastorizzazione, viene inoculato con i
microorganismi specifici, raffreddato e conservato a 4°C fino al momento del consumo,
dove si presenta come vivo e vitale.
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